Curiosità: la finestra come ispirazione artistica

Le finestre a volte non hanno imposte, si aprono su orizzonti ben più larghi di quelli reali.

(Antonio Tabucchi)

Pittori, scrittori e registi sono accomunati dalla continua ricerca della perfetta ispirazione e dalla volontà di descrivere in modo innovativo la vita stessa. Le opere che sopravvivono al passare del tempo nascono da un’idea a volte semplicissima e quasi scontata: pensiamo ai girasoli per Vincent Van Gogh o alle scene di vita quotidiana della Parigi di Édouard Manet.

Guardando film, leggendo libri o ammirando un dipinto ci si rende conto che vi sono temi ricorrenti, come l’amore, l’amicizia o la vendetta, e che il vero tratto caratteristico che distingue queste arti è il modo diverso di vedere uno stesso oggetto. Per questo motivo e per il forte simbolismo che la contraddistingue, proprio la finestra è stata la musa ispiratrice di innumerevoli artisti.

Nell’articolo che segue scopriremo come quello che oggi è il serramento per eccellenza ha contribuito a dar vita a capolavori intramontabili.

Una lente d’ingrandimento sul mondo

La finestra, oggi come un tempo, è un vero e proprio palcoscenico, attraverso il quale osserviamo il mondo esterno, come fossimo degli astanti allo spettacolo della vita.

Si tratta, in effetti, di un simbolo molto potente, che sancisce il confine tra uno spazio fisso e conosciuto, l’interno, e un ambiente in perenne movimento, nuovo, tutto da scoprire, l’esterno. Sedersi di fronte a una finestra aperta ci aiuta a riflettere, a prendere coscienza di ciò che non conosciamo e a farci volare con la fantasia.

Nelle arti figurative, la finestra è un’apertura che collega gli interni con gli esterni, permettendo una loro interazione. Non è un caso che nel periodo del Rinascimento la finestra fosse concepita come “veduta”, puro e semplice elemento estetico per esprimere la bellezza del mondo. Con l’arrivo della borghesia, l’esterno diventa sinonimo di avventura, laddove la casa privata, invece, è un luogo sicuro, un luogo degli affetti indissolubili.

E oggi? Basti pensare alla realtà dei social media per avere una visione chiara del ruolo di una nuova sorta di finestra digitale, che ha perso la sua qualità di poesia, per essere sostituita dallo schermo di un device.

Ma ci sono esempi di come, ancora oggi, la finestra non ha certamente smesso di affascinare. Vediamoli insieme.

3 scene cinematografiche indimenticabili

Nel cinema, la finestra è decisamente la migliore attrice (non) protagonista.

Ecco 3 film che hanno utilizzato la finestra per raccontare una storia, comunicare un’idea o esprimere un sentimento:

  • Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s, 1961) diretto da Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard. Holly Golightly (Audrey Hepburn) canta Moon River seduta sul davanzale della sua finestra, mentre viene osservata da Paul Varjak (George Peppard).
  • The Truman Show (1998) diretto da Peter Weir, su soggetto di Andrew Niccol, e interpretato da Jim Carrey. Truman Burbank (Jim Carrey) protagonista dello show televisivo che lo ha visto, sin dalla sua nascita in diretta, l’inconsapevole protagonista, viene visto da milioni di telespettatori, attraverso quella finestra magica che è la televisione.
  • La finestra sul cortile (Rear Window, 1954) è un thriller diretto da Alfred Hitchcock. L. B. “Jeff” Jefferies (James Stewart) osserva la vita degli altri attraverso una finestra, utilizzando a volte un binocolo e a volte una macchina da presa. La finestra funge da metacinematografica, utilizzata dal regista per raccontare la trama del film e per proporre una riflessione sul cinema e sul voyeurismo.

Se siete alla ricerca di una finestra per guardare il mondo esterno con altri occhi, non esitate a contattare P.F. Portefinestre Srl. Siamo attivi nelle province di Modena e di Reggio Emilia.

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