Apriamo le porte alla curiosità
Se l’opportunità non bussa, costruisci una porta. (Milton Berle)
È un oggetto che fa parte della nostra quotidianità, in casa tutti ne abbiamo una, ci passiamo attraverso, la chiudiamo, la apriamo e la socchiudiamo. La porta è un serramento universale, ne esistono di dimensioni, forme e colorazioni pressoché infinite, ma vi siete mai soffermati a pensare alle sue origini?
Al giorno d’oggi le porte sono presenti in tutte le case come divisori di spazi, come entrate e uscite di negozi ed edifici pubblici, che si evolvono con il mutare degli stili, offrendo versatilità e innumerevoli possibilità di giochi e composizioni.
In questo articolo scopriremo quando la porta è apparsa per la prima volta nella storia dell’umanità, come è stata trasformata e quale valore ha assunto in epoca contemporanea.
La “falsa” porta
Non vi sono riferimenti specifici in merito all’inventore ufficiale della porta, ma di questo serramento sono state rinvenute le prime tracce che risalgono alle popolazioni della Mesopotamia. Si trattava di pelli o coperte semplicemente appese all’ingresso delle abitazioni. I primi veri documenti che testimoniano il convivere dell’essere umano con la porta sono da ricondurre al 3.000 a.C. circa, ovvero all’epoca degli antichi Egizi. Le tombe, come per tantissime altre scoperte, sono state essenziali per capire quali fossero le caratteristiche delle porte primordiali. Disegni e intagli rinvenuti raffigurano porte in legno a una o a due ante: le cosiddette “false porte”. Vengono così definite perché hanno un valore puramente simbolico, ovvero rappresentare un passaggio verso il mondo dell’aldilà.
Nei territori meno aridi nascono, invece, i primissimi prototipi di telaio, con la finalità di contrastare la tendenza del legno a deformarsi a causa dell’umidità. Il legno è il materiale che fin da subito compare come materia prima della porta; come non citare le porte del Tempio del Re Salomone, in legno di ulivo, scolpite e placcate in oro.
Dall’esterno all’interno
Quando parliamo della porta nella sua forma originale facciamo riferimento all’esterno, ma è con i Greci e i Romani che la porta inizia a essere utilizzata come serramento per gli interni.
Le porte greche e, soprattutto, quelle romane erano singole, a doppia anta, triple, scorrevoli o pieghevoli, estremamente vicine alle tipologie oggi più diffuse sul mercato. A Roma compaiono anche le prime versioni di chiavi e serrature con risalti, in modo che solo la chiave dalla forma corretta potesse aprire una e un’unica porta.
Le porte in bronzo dei Romani
I Romani, conosciuti per l’elevata innovazione tecnologica in tantissimi campi d’applicazione, prediligevano l’utilizzo del bronzo, un materiale abbastanza economico e molto facile da fondere per ottenere i decori desiderati. Realizzavano porte massicce, soprattutto con l’avvento delle prime opere monumentali: il Pantheon e la Chiesa dei Santi Cosima e Damiano a Roma ne sono il perfetto esempio.
In generale, possiamo affermare con certezza che la porta cominciò a diffondersi negli ambienti civili solo a seguito della caduta dell’Impero e con l’arrivo del Medioevo. Nel corso dei Secoli Bui, le porte tornano a essere in legno e rinforzate da assi, ferro battuto e chiodi. Rimangono comunque appannaggio dei nobili e dei borghesi che devono mantenere un elevato livello di privacy, a discapito della servitù.
Il Rinascimento della porta
Nel ‘500, le abitazioni cominciano a presentare una maggiore abbondanza di infissi e serramenti. La porta diventa un elemento di decoro, oltre che di praticità e il legno, tassativamente pregiato e lavorato a dovere, simboleggia la sfarzosità e la ricchezza del proprietario della dimora.
Bisognerà aspettare il 1700 per il diffondersi della porta anche nelle case cittadine ed è nel 1800 che la porta in legno viene lasciata libera di esprimere la sua naturalezza, attraverso le venature a vista.
Agli architetti francesi si deve, poi, la porta vetrata, come conseguente evoluzione della finestra. La porta girevole nasce nel 1888 dal genio di Theophilus Van Kannel, mentre in Giappone, tra il 1875 e il 1880 si diffondono i fusuma, le porte scorrevoli a scomparsa realizzate in carta o tessuto su entrambi i lati.
La porta si adatta all’abitare contemporaneo
Dal Novecento in poi, la porta diventa molto più multiforme. Non è più solo un elemento che divide gli ambienti domestici, ma è un vero e proprio complemento d’arredo, da modellare a seconda di gusti, stili ed esigenze.
Le porte contemporanee si distinguono per design e finiture, ma anche per la loro trasversalità, essendo progettate per essere funzionali, ovvero in grado di aprire o separare gli ambienti, nell’ottica di una modalità d’arredo moderna che vede nella porta uno spunto per la creazione di sempre nuove tendenze.
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